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La frattura del  polso è uno dei traumi da caduta più diffusi nella popolazione generale, spesso la rottura è causata dall’impatto della mano aperta sul terreno nel tentativo di attutire la caduta.  La fascia di persone maggiormente a rischio sono: i giovani in età puberale e gli anziani. 

Le tipologie di frattura sono molto variabili tra loro e differiscono in base alla localizzazione (quale osso si è rotto), alla modalità e alla gravità del trauma. Un trattamento rapido e corretto è fondamentale per un recupero ottimale della funzionalità del polso e di tutto l’arto superiore.  

ACCENNI DI ANATOMIA DEL POLSO 

Parlando di ‘’polso’’, ci riferiamo alla zona anatomica che collega l’avambraccio con la mano.
Questa articolazione è formata dalle ossa dell’avambraccio: ulna e radio, articolate con la prima filiera delle ossa carpali ovvero: l’osso semilunare, l’osso piramidale, l’osso scafoide e l’osso pisiforme.
Oltre alle strutture ossee, sono di fondamentale importanza per la stabilità del polso, anche le strutture tendinee e legamentose.

L’ articolazione del polso permette i movimenti di flesso – estensione, deviazione laterale (deviazione ulnare e radiale) oltre che partecipare alla prono – supinazione dell’avambraccio.
Per la funzionalità dell’arto superiore, avere una buona mobilità, stabilità e forza del polso sono prerequisiti fondamentali.

FRATTURA DI POLSO, CHI E’ PIU’ A RISCHIO ??

I soggetti maggiormente a rischio di frattura del polso, come detto in precedenza, sono i giovani, gli atleti ed infine gli anziani. Mentre il sesso con maggior predisposizione è quello femminile.

Questo perché molto spesso i soggetti giovani sono più esposti ad attività con alto rischio di caduta, vedi sport come bicicletta, corsa, sci o altre attività in cui vi è alto rischio di infortunio.
Oltre a questo, nei soggetti in età puberale, l’osso spesso non ha ancora raggiunto la sua completa maturazione e le zone di accrescimento presentano mineralizzazione ridotta.

Nel caso degli anziani invece la predisposizione è data dal maggior rischio di caduta correlato alla perdita dell’equilibrio e all’avanzare dell’età , oltre alla presenza di osteoporosi. 

Spesso il  trauma che provoca la rottura dell’osso è dato dal riflesso di protezione che attuiamo per evitare l’impatto con il suolo: braccia distese e mani in apertura. Questo tipico movimento crea una importantissima forza traumatica all’interno del polso, generando cosi la rottura dell’osso.

Le frattura più comuni riguardano l’estremità distale del radio ( Frattura di Colles o frattura di Colles inversa), ma è possibile che vengano coinvolte nel trauma anche la porzione distale dell’ulna e talvolta anche le ossa distali del carpo (scafoide e semilunare su tutti). 

QUALI SINTOMI?? 

I segni e sintomi che ci possono far sospettare una possibile frattura di polso sono:

  • Gonfiore, calore e possibile arrossamento, dati: dal versamento articolare, dallo stravaso di sangue e dall’infiammazione;
  • Dolore, anche a riposo,  che aumenta con il movimento o la palpazione della zona dolente;
  • Possibile formicolio; 
  • Difficoltà a muovere la mano ed impotenza funzionale nelle attività della vita quotidiana; 
  • Nei casi estremi, possibile deformità da frattura dell’osso; 

Sarà ovviamente compito del medico, consigliare immediatamente gli esami strumentali necessari per effettuare una corretta diagnosi di frattura del polso.  Solitamente vengono eseguiti RX o TAC.

Una volta effettuata la diagnosi, la frattura verrà stabilizzata, o con metodo conservativo ovvero applicazione del gesso o con metodo chirurgico ovvero applicazione di placche e viti. Questo dipenderà dalla tipologia della frattura e dalla decisione del medico ortopedico.

RIABILITAZIONE POST FRATTURA POLSO

Ma basta aggiustare l’osso per tornare a muovere il polso e a fare le attività della vita di tutti i giorni ? 

Purtroppo molto spesso non è cosi facile.. i tempi di guarigione della frattura sono variabili (all’incirca dai 20 ai 40 giorni ), ma successivamente a questo sarà necessario riabilitare il polso e la mano per tornare alla propria autonomia. 

Una volta stabilizzata la frattura infatti, sarà fondamentale intraprendere un percorso di fisioterapia per recuperare la piena funzionalità.
Le tempistiche di recupero completo sono molto soggettive e correlate al caso specifico, ma in linea di massima variano da un paio di mesi ad un anno circa.

COSA FA IL FISIOTERAPISTA  ?

In una prima fase, dopo la rimozione del gesso o dopo l’intervento chirurgico, il fisioterapista aiuterà il paziente  nella gestione del dolore acuto, nel riassorbimento dell’edema e nell’educare ed informare il paziente su quello che sarà il percorso riabilitativo, le cose da fare e quelle da evitare. 

E’ stato dimostrato infatti che un intervento riabilitativo precoce favorisce un recupero funzionale più rapido ed una prognosi positiva.

Nelle fasi successive sarà fondamentale recuperare l’articolarità del polso (il completo movimento) , il recupero della forza muscolare tramite esercizi di rinforzo selettivo, il recupero della stabilità e della propriocezione del polso.

Infine è importante sviluppare nuovamente le abilità della mano e dell’arto superiore, per tornare ad avere la completa funzionalità ed autonomia nelle attività della vita quotidiana e nello sport.

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Luca Gallina Fisioterapista IT Via Tomea 9 32100 Belluno (BL) +393475576575 info@lucagallinafisioterapista.it